Laser Neodimio-Yag 1064nm nel trattamento delle lesioni vascolari cutanee come i capillari

Laser Neodimio-Yag 1064nm nel trattamento delle lesioni vascolari cutanee come i capillari

I capillari (teleangectasie) sono una serie di inestetismi che coinvolgono i vasi sanguigni e possono essere trattati attraverso l’utilizzo della tecnologia laser Neodimio-Yag 1064nm: selettiva, efficace e meno invasiva rispetto alle metodiche tradizionali.
Le teleangectasie sono gli inestetismi più comuni a livello del volto (facial spyder veins).

Si evidenziano come linee più o meno sottili di colore variabile dal rosso al blu e le zone più interessate da questi inestetismi sono le guance ed il naso, ma possiamo trovarli anche a livello degli arti inferiori. Non sono altro che reticoli di piccole vene dilatate (venule, capillari e arteriole).

Il laser Nd:YAG agisce concentrando selettivamente il calore sui piccoli vasi sanguigni provocandone la chiusura: l’inestetismo e l’eritema post trattamento si attenua gradualmente nel corso del tempo.

A chi è rivolto il trattamento?

Il trattamento è rivolto ai pazienti che presentano capillari o teleangectasie. È possibile trattare le lesioni vascolari che hanno un diametro massimo di un millimetro.

Cosa fare prima del trattamento?

Il paziente dovrà evitare l’uso di lampade abbronzanti e l’esposizione solare per almeno un mese prima del trattamento. Per questo motivo è preferibile effettuare il trattamento in autunno, inverno e nei primi mesi primaverili. La pelle, inoltre, al momento della seduta dovrà essere sana, ben detersa e priva di cosmetici. È sempre bene fissare un colloquio con il medico che consentirà di individuare e preparare accuratamente il trattamento personalizzato.

Quante sedute sono necessarie?

Un trattamento efficace richiede da una a tre sedute. Tra una seduta e la successiva l’intervallo va da un minimo di 45 giorni ai 3 mesi. Il tempo di ciascuna seduta può variare in base alla zona da trattare.

Il laser è doloroso?

Il trattamento è ben tollerabile. Il paziente potrà avvertire una lieve e transitoria sensazione di bruciore. Ma il laser è dotato di un potente sistema di raffreddamento a contatto, che rende il trattamento facilmente sopportabile.

Cosa fare dopo il trattamento?

La zona trattata si mostrerà non uniforme per alcuni giorni con la comparsa di un eritema destinato a scomparire, accompagnato da un leggero gonfiore transitorio sulla parte trattata.
Nei giorni successivi è consigliabile idratare e trattare la pelle con creme apposite, evitando l’esposizione solare.

Quali risultati aspettarsi?

Il trattamento dona risultati soddisfacenti e soprattutto duraturi, ma la guarigione completa con la scomparsa dell’inestetismo non è immediata, occorrerà il tempo necessario affinché i processi naturali di guarigione del corpo facciano il loro corso.

Epilazione laser con laser Alessandrite

Addio peli superflui con il laser Alessandrite

Per eliminare i peli superflui le alternative non mancano: dai metodi più tradizionali e fastidiosi (rasoio, creme depilatorie, ceretta), alle tecniche più sofisticate e a lungo termine.

Negli ultimi anni, sempre più persone scelgono di ricorrere all’epilazione permanente con laser medicale, adatta a chi cerca la totale sicurezza di un trattamento indolore ed efficace. La tecnologia laser agisce emettendo, un fascio di luce molto concentrata con lunghezza d’onda pari a 755nm, che colpisce selettivamente il pigmento e la melanina presente nel bulbo pilifero, senza danneggiare il tessuto circostante, attraverso un processo che trasforma l’energia luminosa in energia termica. Con tale metodica è possibile ridurre progressivamente, seduta dopo seduta, gli indesiderati peli superflui.

A chi è rivolta?

L’epilazione con laser Alessandrite è indicata a chi ha l’obiettivo primario di rimuovere definitivamente i peli indesiderati senza fastidi e dolore e può essere particolarmente efficace nel trattamento della follicolite e dell’irsutismo.

I pazienti possono godere di risultati duraturi dopo un numero limitato di sessioni grazie alla precisione del laser e all’approccio clinico personalizzato.

È sempre bene fissare un colloquio con il medico che consentirà di individuare e preparare accuratamente il trattamento personalizzato.

Come prepararsi al trattamento?

Bisogna avere la pelle sana e non esposta al sole nei giorni precedenti la seduta laser.
I peli dovranno avere una lunghezza di appena qualche millimetro, quindi sarebbe opportuno radere la zona il giorno prima o il giorno stesso del trattamento ed evitare esposizioni solari intense o lampade abbronzanti.

Quanti trattamenti sono necessari?

Il numero di sedute varia in base alle caratteristiche del paziente e alle zone da trattare. L’epilazione laser agisce sui peli durante la fase di crescita “anagen”, per cui è necessario attendere la ricrescita dei peli prima della seduta successiva.

Sono generalmente necessarie dalle 4 alle 6 sedute a seconda della zona trattata, delle condizioni dei peli, della colorazione della pelle e allo stato ormonale del paziente. La crescita dei peli si riduce dopo ogni trattamento di circa un 20-30%.

Quanto dura una seduta?

Dipende dall’estensione della zona da trattare. Per la rimozione dei peli sotto le ascelle o viso occorrono in media pochissimi minuti, per le aree più ampie, come gambe o schiena, è necessario considerare almeno 30 minuti di seduta.

È doloroso?

Il trattamento è indolore: normalmente viene ben tollerato grazie anche all’azione combinata di un sistema di raffreddamento della pelle che agisce contemporaneamente con l’emissione del laser.

Cosa fare dopo il trattamento?

Sarebbe opportuno evitare esposizioni solari e cosmetici irritanti, almeno fino alla normalizzazione delle zone trattate.

Quali risultati aspettarsi?

È possibile ottenere, in poche sedute, una progressiva riduzione dei peli indesiderati ed una pelle liscia e perfetta. Rispetto ai tradizionali metodi di depilazione come lametta o ceretta, inoltre, si avrà la riduzione del rischio della comparsa di follicoliti o di peli incarniti.

Dermatite seborroica nei bambini e negli adulti: come riconoscerla?

Dermatite seborroica nei bambini e negli adulti: come riconoscerla?

Una malattia della pelle caratterizzata da un aumento della produzione di sebo (grasso) da parte delle ghiandole sebacee. Il sebo non svolge una funzione protettiva, anzi, se è in eccesso, provoca un’infiammazione: la cosiddetta dermatite seborroica. Si tratta di una condizione estremamente frequente, che può interessare chiunque: dal neonato alla persona adulta.

Che cos’è la dermatite seborroica?

La dermatite seborroica è la condizione infiammatoria cronica più comune della pelle si presenta con lesioni papulo squamose, eritematose ed in alcuni casi pruriginose, in aree ricche di ghiandole sebacee, in particolare a livello del cuoio capelluto, viso e pieghe del corpo.

Esiste una variante del bambino ed una variante dell’adulto?

La dermatite seborroica infantile di solito compare nella seconda settimana di vita e tende a durare dai 4 ai 6 mesi. Può presentarsi nel volto, nella regione del pannolino, nelle pieghe cutanee del collo e nelle ascelle.  È generalmente lieve e autolimitante. Una presentazione comune nota come crosta lattea si presenta con scaglie aderenti giallastre sul cuoio capelluto. La dermatite seborroica dell’adulto coinvolge comunemente il viso, il cuoio capelluto e il torace.

Quali sono le cause?

Lo sviluppo della dermatite seborroica è associato a molteplici fattori come alterazioni dell’attività delle ghiandole sebacee, della composizione lipidica, degli androgeni, dell’umidità, della disbiosi del microbioma cutaneo con importante proliferazione di Malassezia spp. ed a fattori individuali di ogni singolo paziente.

Cosa fare se si sospetta la presenza di dermatite seborroica?

È necessario una diagnosi e un trattamento tempestivo per trattare e prevenire riacutizzazioni della dermatite che hanno un impatto significativo sulla qualità della vita dei pazienti.

 

Come trattarla?

L’approccio medico varierà in base all’età del paziente, alla distribuzione e alla gravità della condizione. È essenziale discutere le buone pratiche generali per la cura della pelle. I trattamenti dovrebbero affrontare il processo patologico di base e qualsiasi caratteristica secondaria.

Rosacea, ecco come prendersi cura della pelle

Rosacea, ecco come prendersi cura della pelle

Non è blush, è rosacea. Si tratta di una malattia infiammatoria della pelle che colpisce soprattutto le aree centrali del viso, come le guance, il naso e le palpebre. Ma solo 1 persona su 10 riceve una diagnosi da parte di uno specialista. A causa della variabilità delle sue manifestazioni cliniche, la rosacea è una condizione che può sfuggire alla diagnosi e all’attenzione nella pratica clinica, e ciò si traduce in una non corretta gestione della malattia, con un impatto negativo sul soggetto che ne è affetto. È dunque di fondamentale importanza condurre una valutazione clinica e una diagnosi differenziale accurata per garantire il trattamento appropriato.

Che cos’è la rosacea?

La rosacea è una malattia infiammatoria cronica comune che si presenta con rossore ricorrente, eritema, teleangectasie, papule o pustole sul naso, sul mento, sulle guance e sulla fronte. Predilige gli adulti tra i 25 e i 50 anni, colpisce più le femmine che i maschi ed è più comunemente diagnosticata negli individui con pelle chiara (fototipi I e II).

Cosa fare se si sospetta la presenza di rosacea?

È necessario una diagnosi e un trattamento tempestivo per prevenire esiti permanenti quali cicatrici ed eritema persistente. L’approccio medico varierà in base all’età del paziente, alla distribuzione e alla gravità della condizione. È essenziale discutere le buone pratiche generali per la cura della pelle.

Quali trattamenti per la roscaea?

I trattamenti dovrebbero affrontare il processo patologico di base e qualsiasi caratteristica secondaria.
La rosacea spesso rende la pelle sensibile e irritabile pertanto il primo passo nel trattamento della rosacea è identificare e quindi evitare fattori scatenanti. La scelta della terapia spesso richiede un trattamento mirato topico o sistemico, guidato dai segni e dai sintomi presenti nel singolo paziente. Le terapie sistemiche sono spesso utilizzate per le riacutizzazioni che non rispondono alla sola terapia topica. La maggior parte delle terapie mira a ridurre l’infiammazione ad eccezione dei casi di eritema persistente e delle teleangectasie le quali non sono completamente secondari all’infiammazione e spesso richiedono un trattamento mirato sulla componente vascolare.

Verruche e molluschi contagiosi

Cosa fare in caso di verruche e molluschi contagiosi

Tra le infezioni della pelle più diffuse troviamo verruche cutanee e molluschi contagiosi. Il mollusco contagioso è una neoformazione benigna causata da un virus chiamato Poxvirus che ha come organo bersaglio la pelle e raramente le mucose esterne. È un’infezione contagiosa abbastanza comune, che ricorda quella provocata dalle verruche con cui talvolta si può confondere.

Cos’è il mollusco contagioso?

Il mollusco contagioso è un’infezione virale cutanea molto frequente, diffusa soprattutto nei bambini in età prescolare e scolare, nelle persone immuno-compromesse e nei giovani adulti, soprattutto se sessualmente attivi; più raramente si manifesta nell’adulto. Alcune condizioni patologiche possono costituire un fattore predisponente per lo sviluppo del mollusco contagioso: ad esempio la dermatite atopica e altre patologie con coinvolgimento cutaneo. Si trasmette per contatto cutaneo diretto o, più raramente, indiretto (asciugamani, biancheria intima, giocattoli, rasoi). Il tempo medio di incubazione è compreso tra 2 e 7 settimane con un intervallo che si estende fino a 6 mesi. Le lesioni si presentano come papule cupoliformi bianco-perlacee con una caratteristica ombelicatura centrale; spesso raggruppate e possono avere dimensioni variabili da 1 mm fino ad 1 cm. Di solito sono asintomatiche, sebbene in alcuni casi possano associarsi prurito, eritema e, raramente, sovrainfezione batterica con conseguente infiammazione e dolore.

Cosa sono le verruche cutanee?

Le verruche sono lesioni proliferative benigne che si verificano a qualsiasi età, di dimensioni variabili da pochi millimetri ad alcuni centimetri, molto comuni e causate dall’infezione dei cheratinociti per azione del papilloma virus umano (HPV).
Sono più comuni nei siti di trauma, come mani e piedi, e probabilmente derivano dall’inoculazione del virus in aree dell’epitelio danneggiate. Le verruche sui piedi possono essere acquisite camminando a piedi nudi in aree in cui altre persone camminano a piedi nudi ad esempio in coloro che utilizzano una doccia comune. Le verruche sulla mano sono anche un rischio professionale per macellai e addetti alla lavorazione della carne. L’immunosoppressione è un altro importante fattore di rischio ad esempio in pazienti sottoposti a trapianto d’organo. L’infezione delle cellule epidermiche con HPV provoca la formazione di una papula ispessita e verrucosa sulla pelle.
L’aspetto delle verruche è determinato dal tipo di virus e dalla posizione dell’infezione. Qualsiasi area della pelle può essere infettata, si manifestano comunemente come verruche piane (verruca plana, sulle mani e sul viso), verruche comuni (verruca vulgaris), verruche plantari (verruca plantaris, sulla pianta dei piedi).

È importante intervenire tempestivamente?

Sì, è importante intervenire tempestivamente. Sia le verruche cutanee che i molluschi risentono della componente immunologica; in età pediatrica ad esempio, quando le difese non sono ancora del tutto mature, il decorso può essere più lungo. In altri casi invece possono anche sparire spontaneamente, grazie ad un aumento spontaneo delle difese immunitarie proprie. Viceversa quando per svariati motivi si assiste ad una riduzione delle proprie difese (immunodeficienza, HIV, trapianto d’ organo, terapie immunosoppressive in genere) le verruche e altresì i molluschi resistono maggiormente alla terapia.

Possono colpire anche i bambini?

Spesso si presentano alla visita mamme preoccupate perché le lesioni papulari dei propri bambini si sono moltiplicate o si presentano dolenti e infette. Le infezioni e le infiammazioni sovrapposte devono essere controllate prima di trattare le lesioni. È importante sottolineare che gli individui affetti da verruche e\o molluschi possono a loro volta trasmetterle ad altri bambini a scuola, in piscina o ad altri componenti della famiglia. Alcuni accorgimenti e buone abitudini possono aiutarci a prevenire i molluschi contagiosi e ad evitare di infettare sé stessi o altre persone. Ad esempio è consigliabile lavarsi sempre le mani, non toccare e grattare alcun tipo di lesione (propria o altrui), coprire sempre con vestiti e cerotti le papule già presenti, non condividere se si è contagiati alcun asciugamano o spugna o lenzuolo. Ma soprattutto è opportuno quanto prima individuare e trattare il problema tempestivamente per evitare una rapida disseminazione e diffusione dello stesso.

Cosa fare se si sospetta la presenza di verruche e molluschi?

In primo luogo si consiglia di effettuare prima possibile una visita dermatologica. Inoltre, in seguito alla visita, sarà il dermatologo a consigliare i trattamenti più adeguati. Nel caso dei molluschi contagiosi il trattamento di scelta è la rimozione delle lesioni mediante curettage, laser CO2 , eventualmente con applicazione di un anestetico topico prima del trattamento. Altre opzioni terapeutiche includono l’applicazione di prodotti topici e il trattamento con crioterapia. Contro le verruche abbiamo a disposizione un ampio spettro di trattamenti: dalla diatermocoagulazione alla laserterapia, dalla terapia cheratolitica alla crioterapia con azoto liquido, dall’elettroessiccazione all’escissione chirurgica. Indipendentemente dalla tecnica terapeutica utilizzata, anche se viene rimossa la verruca, il virus può rimanere in sede ed essere responsabile di una eventuale recidiva.

Verruche genitaliCosa fare in caso di verruche genitali (condilomi acuminati)?

Le verruche genitali sono una delle malattie sessualmente trasmissibili più comuni in tutto il mondo.
Le verruche sono causate dal papillomavirus umano (HPV), di cui esistono oltre 180 sottotipi.

Che cosa sono le verruche genitali (condilomi acuminati)?

Le verruche genitali sono una manifestazione epidermica attribuita al papillomavirus umano epidermotropo (HPV). Le verruche genitali sono una delle malattie sessualmente trasmissibili più comuni in tutto il mondo. Gli HPV sono raggruppati in tipi a basso rischio (non oncogeni), che causano verruche anogenitali benigne (condiloma acuminato) e tipi ad alto rischio (oncogeni), che occasionalmente portano al cancro.
La malattia si trasmette principalmente attraverso il contatto sessuale, sebbene siano state segnalate anche trasmissione verticale (durante il parto) e per autoinoculazione.
La presentazione clinica è principalmente di escrescenze nelle aree di attrito della regione anogenitale. La morfologia clinica delle verruche genitali può variare da piatta, filiforme, papulare o verrucosa a condiloma acuminato gigante.
Dopo la manifestazione clinica iniziale, le verruche genitali possono aumentare di numero e dimensioni o, in alternativa, andare incontro a regressione spontanea. Tuttavia, la maggior parte delle verruche genitali recidiverà, anche dopo aver subito trattamenti appropriati.
Le attuali terapie per le verruche genitali sono principalmente ablative o, in alternativa, l’applicazione di prodotti topici.

Come in tervenire per le verruche genitali?

È importante intervenire tempestivamente. In primo luogo si consiglia di effettuare prima possibile una visita dermatologica.
L’infezione da papillomavirus umano è più comune tra gli individui giovani e sessualmente attivi. Nei casi con presentazioni atipiche o resistenza alle terapie raccomandate, occorre prestare molta attenzione per stabilire una diagnosi differenziale che tenga conto delle normali variazioni anatomiche, delle eziologie infettive e dei tumori, nonché di altre lesioni benigne cutanee e mucose. La prevenzione può essere ottenuta mediante l’uso del vaccino anti-HPV, nonché attraverso l’uso meticoloso dei preservativi.
Le attuali terapie per le verruche genitali sono principalmente ablative o, in alternativa, mediante l’applicazione di prodotti topici sulle verruche. Indipendentemente dalla tecnica terapeutica utilizzata, anche se viene rimossa la verruca, il virus può rimanere in sede ed essere responsabile di una eventuale recidiva.